Certado e San Gimignano 2A-2B –2C

Anche quest ‘anno non poteva mancare l’appuntamento nel cuore della Valdelsa, in uno dei paesaggi più scenografici della Toscana per la dolcezza delle colline orlate di cipressi, castelli e torri, Certaldo, esempio raro di borgo medievale ancora intatto e caratteristicamente elevato sulla sommità di un colle.

Il giorno 3 maggio 2019 gli alunni delle classi seconde della Scuola Media Manara, accompagnati dagli insegnanti: Battaglioni, Camisa, Guerra, Melli, Rizzi, Simonelli, Taiocchi e Terroni sono andate in gita a Certaldo e a San Gimignano.

Dopo aver letto, durante l’anno, il Decameron, di Giovanni Boccaccio, è stato bello per i ragazzi trovarsi a Certaldo, il paese, che ha dato i natali a Boccaccio.

Ma è stato molto bello vedere come i ragazzi hanno partecipato con interesse al laboratorio “ Dal frontespizio al colophon” , svolto all’interno di un bellissimo palazzo medievale, durante il quale i ragazzi hanno potuto capire e toccare con mano il libro cartaceo.

L’importanza del libro non può venir messa in discussione, nemmeno in una società fortemente influenzata dall’uso di internet e continuamente connessa come la nostra. Anche se i numeri riguardanti la lettura o più in generale l’editoria, non sono certo confortanti, non possiamo nascondere in nessun modo la centralità del testo o quantomeno della parola scritta nella nostra vita di tutti i giorni. Il libro non è un semplice bene di consumo, nonostante ciò che vuole farci credere il mercato; perché al di là della passione o meno per la lettura, rimane e rimarrà sempre un pezzo della nostra memoria, familiare, personale, culturale o storica.
Spesso si parla di E-book, libri in formato PDF e robe del genere, non si da più spazio ai romanzi cartacei. La maggior parte delle volte la versione in carta dei libri viene messa da parte, oscurata invece dalle nuove fonti di comunicazione. O almeno è così che si pensa, ma non è assolutamente così.

Spesso si sente dire la medesima frase :” ma perché non lo scarichi su Internet, invece di spendere soldi inutili sui libri?”.

I libri cartacei sono importantissimi, perché sono dei ricordi della nostra infanzia, sono dei pezzi della nostra anima e della nostra personalità” . Potrebbe sembrare esagerato, ma invece è proprio così. Difficile crederci per chi non ha mai provato l’ebbrezza nel leggere un libro.

Quando leggi, si ha il bisogno di toccare le pagine, di sfiorarle con le proprie dita. Un e-book potrà essere comodo da portare, tecnologico ed economico, ma non potrà mai essere sostituito dal libro in carta.

I ragazzi in questo laboratorio hanno potuto , non solo capire l’importanza dei libri cartacei, ma hanno potuto costruire un fascicolo e sentirsi per un giorno dei piccoli rilegatori.

Prima di cominciare l esecuzione del fascicolo la Dott.ssa Morosini, responsabile del laboratorio, ha spiegato loro la carta, partendo dal papiro e dalla pergamena e facendo vedere loro un foglio di pergamena, in cui era visibile ancora lo scheletro di una pecora.

Ha poi fatto vedere una pagina della prima edizione del Decamerone, conservato nella biblioteca comunale di Certaldo.

Poi ha spiegato ai ragazzi la miniatura e ha fatto notare, nella pagina del Decamerone, lo spazio vuoto in alto a sinistra, lasciato appunto ai miniatori, affinchè scrivessero la prima lettera.

I ragazzi hanno lavorato con interesse e serietà e alla fine ognuno di loro aveva il proprio fascicoletto. L’insieme dei fascicoletti avrebbe costituito un libro cucito con un telaio.

Finito il laboratorio i ragazzi hanno visitato la chiesa del paese dove hanno potuto vedere la tomba di Giovanni Boccaccio .

Alla fine del giro, essendo stato il tempo, un po’ inclemente, hanno mangiato tutti insieme sotto il porticato di Palazzo Pretorio .

Nel pomeriggio ci siamo recati a San Gimignano, affascinante borgo avvolto ancora ora in un’atmosfera medievale quasi incantata, per visitare il Borgo e il Museo della Tortura suddiviso in due sezioni: nella prima parte sono illustrate le pratiche di tortura che venivano effettuate nel Medioevo, nella seconda quelle moderne e contemporanee.

La visione di tanti strumenti di tortura è stata abbastanza forte, ma i ragazzi hanno chiesto e voluto capire per meglio rendersi conto.

L’obiettivo di questo museo è infatti quello di lanciare un messaggio contro la tortura, ma è pure un grido d’allarme per il futuro. In un momento in cui tornano in modo sinistro agli onori della cronaca quotidiana temi come l’antisemitismo, l’intolleranza, il razzismo, la violenza, la guerra, questa mostra offre la possibilità di riflettere e invita a ricordare per non dimenticare. Mettere a tacere la verità sul passato induce un sonno che presto riporta agli errori del passato. È bene invece che la società veda e rifletta su queste cose che risvegliano non la coscienza sadica ma la coscienza civile. Se questi congegni ripugnano, sono nondimeno preziosi documenti storici che devono essere conservati ed esposti per compiere una funzione non solo documentaristica ma anche umanitaria e di utilità sociale.

L’intento della Mostra è proprio questo: “scioccare” l’opinione pubblica in modo talmente profondo da provocare un moto istintivo di repulsa civile; renderla consapevole che l’errore sta nell’uomo e che può vincerlo solo con l’intelligenza e l’eterna vigilanza.

Una Mostra in definitiva che vuole essere non solo un atto di accusa e di denuncia contro la tortura e la pena di morte o qualsiasi trattamento inumano e degradante, ma che vuole anche richiamare l’attenzione su quei Paesi dove ancor oggi garantismo e democrazia sono valori lontani. Secondo un rapporto redatto da Amnesty International, sono circa 140 i Paesi del mondo dove attualmente hanno luogo gravi violazioni dei diritti umani. Questi abusi esigono una risposta a livello internazionale: la protezione dei diritti umani è una responsabilità universale che trascende i limiti di nazionalità, razza e ideologia (politica o religiosa che sia).

Alla fine della giornata siamo risaliti in pulman, stanchi ma con qualche spunto in più da appuntare sul libro della nostra vita.