Albareto – Un’esperienza di ricerca scaturita dalle domande dei ragazzi

di Cristina Sanvito

“Ho letto in internet che abbiamo tempo fino al 2030 per salvare il pianeta… Che cosa succederà, prof, ci sarà la fine del mondo?” “Al corso di inglese abbiamo sentito il discorso di una certa Greta: protestava per il clima, ma non ho capito granché…” “Gli aerei contribuiscono al riscaldamento globale? Be’, non ci si può far nulla, mica possiamo smettere di volare!” “Stanno scomparendo duecento specie viventi al giorno e sarebbe iniziata la sesta “estinzione di massa”?! Che baaaalla, figuriamoci se è vero!”

Commenti ingenui, preoccupati, increduli, a volte rassegnati o supponenti, degli alunni della pluriclasse di Albareto (una seconda e una terza) … commenti espressi in un’aula punteggiata da bottigliette di plastica, spesso abbandonate semipiene sui ripiani dei banchi o degli scaffali, nonostante la preghiera degli insegnanti di farne un uso moderato.

Questa è la situazione da cui ha preso le mosse un lavoro di ricerca che ha avuto la finalità di sensibilizzare gli studenti sui due massimi problemi ambientali (la crisi climatica e l’inquinamento da plastica) che minacciano il nostro futuro.

È stato un percorso articolato: dopo aver sondato le conoscenze della classe (scarse), siamo partiti da un discorso di Greta Thunberg (trattato anche come esempio di “testo argomentativo”), abbiamo visto e analizzato “Una scomoda verità” di Al Gore, soffermandoci sull’effetto serra e sui dati citati dall’autore a supporto della sua tesi, abbiamo seguito la puntata di Presa Diretta – Rai 3 dedicata alla violenta tempesta che nell’ottobre scorso ha devastato i boschi millenari del Triveneto, abbiamo letto e analizzato articoli di Focus e National Geographic dedicati all’argomento e reperito altre informazioni in internet. Gli studenti si sono suddivisi gli aspetti del problema e ciascuno di loro ha preparato una presentazione da esporre ai compagni.

Queste sono le copertine delle presentazioni realizzate:

È stato un lavoro interessante, in cui gli studenti si sono impegnati con serietà. Riflettendo sul percorso compiuto e sulle conoscenze acquisite, i ragazzi si sono resi conto che, nonostante i problemi siano gravi e urgenti, l’opinione pubblica ne è poco informata: hanno osservato che i loro genitori sanno molto poco di questa situazione, così come, verosimilmente, i compagni dell’altra classe della secondaria di Albareto. Di qui l’idea di proporre le loro presentazioni alle famiglie (ma non c’è stato tempo per organizzare l’incontro a scuola) e ai compagni più giovani dell’altra classe.

Gli alunni di seconda, che si sono occupati della plastica, hanno predisposto un questionario per i compagni, per sondare le loro conoscenze iniziali e coinvolgerli maggiormente, e hanno chiesto loro (non senza qualche esitazione) di valutare il lavoro che avevano svolto e le loro capacità espositive. I ragazzi di terza, invece, hanno discusso su quali delle loro ricerche fossero più adatte a suscitare l’interesse degli scolari di prima, scegliendone tre.

La lezione dei ragazzi della pluriclasse agli studenti di prima è avvenuta negli ultimi giorni di scuola.

L’esperienza è stata molto positiva. E la temuta valutazione tra pari ha dato esiti soddisfacenti: l’88% del pubblico ha considerato le presentazioni dei ragazzi di seconda molto interessanti e il 12% abbastanza interessanti; il 53 % ha giudicato l’esposizione molto chiara e il 47% abbastanza chiara; nessuno ha espresso giudizi negativi.